Città del Messico '68, Monaco '72, Montreal '76: le tre medaglie d'oro consecutive di Klaus Dibiasi. Il primo che ha tentato di emulare il tuffatore azzurro è stato il lottatore Vicenzo Maenza (l'ultima invece, compiendo l'impresa, è stata Valentina Vezzali).
Pollicino, nomignolo dovuto alla bassa statura, aveva vinto l'oro nella lotta grecoromana categoria 48 kg, sia a Los Angeles '84 sia a Seul '88.
A Barcellona arriva in finale, davanti a lui il russo Oleg Kucherenko.
I due minimosca salgono sul tappeto, vengono presentati, si stringono la mano. Può iniziare l'incontro.
Per una regola non scritta si dà sempre la mano due volte: una prima del fischio dell'arbitro, l'altra dopo.
Ma Kucherenko blocca la mano destra allungata dall'italiano e lo sbilancia quanto gli basta per portarsi sull'1-0 dopo appena cinque secondi. Per il resto del match l'ucraino fuggirà (prendendosi anche due ammonizioni per passività), ma il risultato non cambierà. Kucherenko oro, Maenza argento. Per un'ingenuità.
0 commenti:
Posta un commento